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Laboratorio di scrittura narrativa

16 aprile 2013

lettera22Ideato da Paolo Vinçon (dottore di ricerca e docente di Semiotica del testo) e Stefano Pandolfini (laureato in Lettere ed esperto di cinema e di comunicazione), il Laboratorio di scrittura narrativa è rivolto a tutti e si propone di guidare i partecipanti verso una graduale acquisizione degli strumenti del linguaggio narrativo e, successivamente, verso la loro applicazione pratica, con la progettazione e la stesura di un racconto personale.

Le iscrizioni al Laboratorio sono aperte presso l’Ex Esattoria.

Per informazioni, scrivere a lab.laditta@gmail.com, chiamare il 340 389 11 46, oppure il 349 839 80 46.

PROGRAMMA DETTAGLIATO DEL LABORATORIO

Il Laboratorio è composto di dieci incontri della durata di tre ore ciascuno.

Introduzione
Incontro 1.    Istruzioni per sbucciare un testo narrativo (e vedere che cosa c’è dentro)
Il testo narrativo è una pura e semplice successione di parole e di frasi. Il lettore, tuttavia, leggendo e comprendendo il testo, “guarda” dietro a questa superficie, ricostruendo via via i diversi piani di significazione che stanno “dentro” il testo. Lo scrittore, d’altra parte, costruisce il testo procedendo lungo lo stesso percorso, ma muovendosi in direzione opposta. L’incontro si propone di illustrare la natura di questi piani e i due viaggi – simmetrici – che il lettore e lo scrittore compiono attraverso di essi.

Il viaggio del lettore
Ognuno degli incontri di questa parte prevede due momenti didattici distinti: una lezione, durante la quale vengono presentati gli elementi e la “grammatica” di ognuno dei piani del testo; e un’esercitazione pratica, durante la quale gli studenti rielaborano brani letterari manipolandone, di volta in volta, un “piano” diverso.

Incontro 2.    Lo stile non è acqua (ma lessico, sintassi e… musica)
La lezione si propone di presentare un campionario di stili il più ampio e vario possibile, mostrando quali siano le loro componenti (scelte lessicali e grammaticali, figure stilistiche e retoriche, effetti ritmici e sonori) e come esse interagiscano le une con le altre. L’esercitazione consiste nel “tradurre” un brano letterario in uno stile diverso (e più o meno lontano) da quello originario.

Incontro 3.    C’è modo e modo (di raccontare la stessa cosa)
Una storia può essere raccontata in diversi modi: in prima o in terza persona, dal punto di vista di un personaggio o da quello di un narratore che sa e vede tutto, seguendo l’ordine “naturale” degli avvenimenti oppure un ordine “artificiale”, ecc. La lezione ha lo scopo di illustrare il quadro complessivo di queste possibilità; mentre l’esercitazione consiste nel “ri-raccontare”, in altro modo, un brano letterario, senza mutarne né la storia né lo stile.

Incontro 4.    Mattone su mattone (Anche i grandi palazzi sono fatti di piccoli pezzi)
Le storie, dalle più semplici e brevi alle più lunghe e complesse, sono formate da un numero sorprendentemente piccolo di elementi di base, combinati tra loro in un numero sorprendentemente piccolo di modi possibili. La lezione si propone di illustrare la natura di questi elementi e i modi in cui essi si combinano dando vita a tipi diversi di storie. L’esercitazione consiste nell’“architettare”, a partire da un testo letterario dato, una storia alternativa (vale a dire con un altro sviluppo e/o con un altro scioglimento).

Incontro 5.    Cose dell’altro mondo (Dove si svolgono le storie?)
Si leggono e si scrivono testi narrativi per leggere e scrivere storie. Ma dove si svolgono le storie? Nei “mondi narrativi”, che di esse sono il presupposto logico. La lezione si propone di illustrare gli elementi di cui questi “mondi” sono fatti e i tipi di mondi narrativi che è possibile costruire a partire da questi elementi (mondi storici, realistici, fantascientifici, fantastici, ibridi, ecc.). L’esercitazione consiste nel “trasferire” la vicenda di un brano letterario in un mondo diverso (e più o meno lontano) da quello originario.

Il viaggio dello scrittore
Gli incontri di questa parte – disposti specularmente rispetto ai precedenti – costituiscono le quattro tappe attraverso le quali gli studenti progettano e realizzano il loro testo narrativo. Durante ognuno degli incontri, per mezzo di griglie e liste di controllo predisposte dagli insegnanti, gli studenti sono portati a definire e dettagliare progressivamente il loro progetto narrativo. Tra un incontro e l’altro, la revisione dei materiali degli studenti da parte degli insegnanti completa la messa a punto dei progetti.

Incontro 6.    Istruzioni per costruire un mondo narrativo (senza credersi un dio)
Per costruire un mondo narrativo bisogna delimitarne l’area, arredarlo e popolarlo. Ma occorre anche decidere “come funziona”. Quale ruolo ha la natura? Quale ruolo hanno le istituzioni sociali? E gli esseri che lo abitano, quali “poteri” hanno? e quali “doveri”? Progettare attentamente il mondo narrativo in cui si svolge è il presupposto fondamentale per poi comporre una storia che “funziona”. L’incontro si propone di guidare gli studenti nella costruzione di questo progetto, aiutandoli a colmarne i “buchi” e a sanarne le fallacie.

Incontro 7.    Istruzioni per comporre una storia (sapendo come andrà a finire)
Le storie sono macchine di precisione, in cui ogni ruota dentata deve ingranare con un’altra, e in cui le catene non devono avere “anelli deboli”. Pertanto, per progettare una “macchina” di questo tipo, bisogna avere ben chiaro a che cosa serve: fuor di metafora, per comporre una storia bisogna sapere come finisce, e ogni sua parte deve avere una funzione ben precisa (anche quando la sua funzione è, paradossalmente, quella di non avere nessuna funzione). L’incontro si propone di aiutare gli studenti a comporre storie ben oliate, senza ruote che girano a vuoto e senza catene interrotte.

Incontro 8.    Istruzioni per raccontare una storia (possibilmente senza rovinarla)
Alcune storie sono avvincenti di per sé, altre lo sono di meno, e altre ancora sono – di per sé – piuttosto noiose. Ma ogni storia può diventare avvincente e suggestiva se è raccontata nel modo più appropriato. L’incontro si propone di guidare gli studenti nella ricerca degli strumenti e degli stratagemmi più adatti per raccontare la propria storia in modo efficace.

Incontro 9.    Istruzioni per scrivere un testo narrativo (e dare finalmente un corpo alle proprie elucubrazioni)
Al termine del percorso, dopo le varie fasi di progettazione del testo, gli studenti devono dotare il loro progetto di un “corpo”, scrivendo ciò che il lettore si troverà davanti. Anche qui, come a ognuno dei passaggi precedenti, lo scrittore si trova di fronte a un ventaglio di possibilità: può scegliere un lessico “aulico” oppure “popolare”, una sintassi semplice o estremamente complessa, una delle infinite “varietà” dell’italiano. L’incontro si propone aiutare gli studenti a individuare lo stile più efficace per concretizzare il loro progetto.

Rilancio
Incontro 10.    Copiare senza copiare (e senza vergognarsi di farlo notare)
Sin dalla sua nascita, e sempre più di frequente in epoche recenti, il romanzo ha scelto se stesso come oggetto di riflessione. Da Don Chisciotte (che trae ispirazione dalla lettura di romanzi cavallereschi) alle “riscritture” postmoderne dei classici della narrativa, la lezione traccia una panoramica delle pratiche intertestuali, vale a dire delle possibilità di generare nuovi testi a partire da testi preesistenti.

GLI INSEGNANTI
Ladìtta è un progetto di Paolo Vinçon e Stefano Pandolfini.
Paolo Vinçon ha conseguito un dottorato di ricerca in Semiotica presso l’Università di Bologna. Dal 2002 al 2009 ha insegnato Semiotica del testo presso l’Università di Torino. È impegnato nella didattica della scrittura dal 1999.
Stefano Pandolfini è laureato in Comunicazione multimediale e di massa presso l’Università di Torino. Dal 2008 al 2011 ha insegnato Italiano nelle scuole secondarie di secondo livello. Dal 2011 è impegnato nel mondo della comunicazione (Marketing Communication, Social Network, Social Media).

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