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Informazioni su Coro Bajolese e Centro Etnologico Canavesano

9 febbraio 2012

vigliermoCollana Editoriale RESTITUZIONE

Da quarant’anni il Coro Bajolese lavora in Canavese raccogliendo e salvaguardando le tradizioni e gli stili di vita del nostro passato e del presente di quei lembi marginali della nostra comunità (pastori, artigiani, etc.) che rischiano di essere travolti da una modernità superficiale e senza memoria. La mole di documenti raccolti, la tradizione consegnata alla viva memoria del canto del coro e quindi continuamente reinterpretata, ne fanno un’ importante punto di riferimento per gli studi etnologici in Italia. L’ approccio originale che da subito ha caratterizzato l’impegno del Coro Bajolese, costruisce una sorta di rivoluzione metodologica che ha modificato le regole con le quali avviene la raccolta delle testimonianze orali e scritte. A questo proposito hanno scritto Emilio Jona e Sergio Liberovici: “Il Coro Bajolese ha fatto, in modo spontaneo più che intenzionale, una precisa operazione culturale di base, che costituisce una piccola importante rivoluzione, che ha i seguenti significati e risultati:rottura di una tradizionale divisione tra addetti e non addetti ai lavori; dialettica dei rapporto tra ricercatore e informatore; uso e inserimento immediato dell’informazione in un contesto più vasto;radicamento in un territorio preciso; proposta di una rifondazione culturale della comunità attraverso le culture locali e riconoscimento dei loro peso, significato, valore espressivo e creativo autonomi;rilancio e riconquista di un tipo di comunicazione diretta, orale, dialogica ».

Il Coro Bajolese
Il Coro Bajolese, ovvero coro di Bajo Dora, è sorto nell’ottobre del 1966 e sin da quel momento si è dedicato alla ricerca e raccolta della tradizione orale della Gente tra cui vive. Tutto ciò che il coro canta l’ha imparato dalla propria Gente. Tutto ciò che il coro ha cercato di fare l’ha fatto per far prendere coscienza alla Gente stessa della propria identità culturale. Tuttavia sappiamo che ciò che è stato fatto non è sufficiente per garantire la sopravvivenza di questa cultura, anche se abbiamo recuperato tantissimi canti (più di duemila ore di registrazione), riproposto tante testimonianze (in trasmissioni radiotelevisive, serate, con pubblicazioni librarie e audiovisivi) e documentato tante attività di lavoro e di vita quotidiana. Ma la nostra caratteristica è la continua sperimentazione per far conoscere sempre più alla radice la cultura orale della Gente che vive in Canavese.
Dopo aver ricuperato i canti, ora tentiamo di inserire nel gruppo anche le voci dei nostri collaboratori come Norma, i Cantori Salesi e il gruppo spontaneo del Margari, mentre già si pensa alla “rappresentazione” dei canti narrativi, prerogativa dei Cantori di Loranzè e di Alpette.
E’ un divenire continuo, dinamico, nel rispetto della tradizione e nel desiderio di divertirci e divertire.

I componenti del coro

Il Centro Etnologico Canavesano
Il Centro Etnologico Canavesano è stato fondato del 1975 dal Coro Bajolese che per anni aveva condotto una ricerca, sul territorio di Bajo e dintorni, per riproporre i canti della propria Gente.

“Incominciavamo, registratore alla mano, la ricerca dapprima presso parenti ed amici, e in poco tempo avvicinammo altra gente, indagammo e continuammo a indagare sulla vita che si conduceva in Canavese prima della cosiddetta rivoluzione industriale…”

Proprio quella ricerca aveva evidenziato la vastità del fenomeno e l’abbondanza del materiale che si poteva ancora raccogliere estendendo l’indagine a tutto il Canavese. L’attività del Centro, imperniata sull’esperienza di ricerca del Coro Bajolese, si colloca nel quadro preciso di una organizzata e sistematica indagine sul campo per acquisire e poi divulgare informazioni sul vasto patrimonio culturale della Gente del Canavese.

“Volevamo rendere omaggio alla nostra gente riproponendo quelle canzoni che loro cantavano la sera nelle stalle o nei giorni di festa dopo la partita a bocce. Volevamo testimoniare il valore della loro vita associativa, capire i sacrifici cha hanno fatto per mantenere viva la montagna e la loro terra, stando negli alpeggi, curando i boschi, lavorando i campi. Le canzoni erano il loro momento creativo ed hanno rappresentato la porta principale per entrare nella loro vita.”

Con il coinvolgimento degli Enti locali ma soprattutto grazie alla fertile e generosa memoria dei molti collaboratori è iniziata una raccolta, prima col magnetofono e la macchina fotografica , poi con la cinepresa e la telecamera, delle testimonianze sui canti, sulle feste, sui riti, sul lavoro, sull’immigrazione e ogni altra espressione riguardante la Gente che vive in Canavese. Migliaia di testimonianze, ore di registrazione, immagini documentano il nostro lavoro, ma soprattutto ci mostrano la realtà socio culturale del canavese antico e moderno. Dopo la raccolta la restituzione attuata con audiocassette (ne sono state realizzate fino ad ora 48 ), dischi, libri, opuscoli, incontri per dar modo a gruppi e a persone singole di venire a raccontare le proprie esperienze (da vent’anni si tengono gli “Incontri del Venerdi’”) e per un certo tempo una rivista (Gente del Canavese). Tutto questo ha consentito al C.E.C. di intrecciare un fitto dialogo con i propri collaboratori facendo nascere in loro una nuova coscienza culturale delle cose che sapevano. Il Coro Bajolese è poi l’ambasciatore del C.E.C. e dei suoi collaboratori là dove è invitato a cantare.

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